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Basilica di San Gaudenzio in Novara

di Alessandro Forlani




 Basilica di S. Gaudenzio di Novara
Il simbolo della città di Novara è l'imponente cupola costruita dall'architetto Alessandro Antonelli la quale con i suoi 122 metri d'altezza, torreggia massiccia sull'antica Basilica di San Gaudenzio.
Nella "Cappella Musicale" di questa Basilica si svolge attraverso i secoli una fioritura musicale sacro-polifonica ad opera di numerosi artisti tra i quali appaiono come più significativi il maestro di cappella ed organista Felice Fasola, il suo discepolo Guido Cantelli che nella sua breve vita (morì a soli 36 anni in un incidente aereo) riceverà i primi ridumenti musicali proprio in questo tempio per poi diventare attraverso una parabola di successi un famosissimo direttore d'orchestra, per terminare con il Canonico Pietro Sganzetta scomparso nel 1994.
L'insigne Basilica non è solo ricca di scultura e musica, ma è anche luogo di operosa arte organaria. Sin dal lontano 1600 nell'allora esistente cappella del Santissimo Sacramento funziona un organo-positivo (forse costruito dal Gavinelli) il quale viene più volte ingrandito ed infine spostato in una nuova cantoria in cornu evangelìi (a sinistra di che guarda l'altare) verso la metà del 700.
Gli ideali e le tecniche costruttive cambiano e l'organo nuovamente obsoleto, necessita di un rinnovamento. Non appena saputa la notizia, Eugenio Maroni Biroldi si precipita in Basilica e, rifacendosi allo stile costuttivo tra il serassiano ed il transalpino, presenta un progetto che viene clamorosamente bocciato.
Vengono così scelti i fratelli Serassi di Bergamo che costruiscono l'organo maggiore composto da circa 2700 canne, 50 registri con funzionamento a manette laterali, due tastiere, pedaliera di 24 tasti (12 reali) e trasmissione meccanica sospesa, riuscendo a consegnarlo anticipatamente nel 1829 guadagnando così una lauta ricompensa. Sulla scia di questo successo organario, gli stessi Serassi costruiscono nel 1831 un altro organo meccanico di minori dimensioni in cornu epistulae (a destra di chi guarda l'altare) comprendente una tastiera, pedaliera ed 825 canne.
Nel 1882 viene innalzata l'imponente cupola antonelliana la quale richiede diverse modifiche alle strutture estese anche ai vani ospitanti i due organi Serassi all'occasione rimossi e reinstallati provvisoriamente nel 1888. Agli albori del 1900 gli organi della Basilica vengono presi nel vortice della Riforma Ceciliana affidandone la trasformazione all'organaro novarese Alessandro Mentasti che proprio in quel periodo porta a termine il grande organo per la Cattedrale locale di Santa Maria.
Mentasti elimina tutte le sonorità da concerto, completa i registri spezzati, amplia i vecchi somieri, sostituisce l'antica meccanica con una nuona trasmissione meccanico-pneumatica con "Leva Barker", elimina le manette laterali per fare posto a nuovi pomoli disposti in doppia fila al di sopra delle tastiere, inserisce nuove combinazioni fisse con comando a pistoncino, introduce nuovi pedaletti ad incastro al posto dei vecchi meccanismi a tiratutto, estende le pedaliere sino a 27 pedali reali ed infine reintona il tutto caratterizzando un'impasto fonico più sul tardo romantico che sul classico. Fortunatamente Mentasti riutilizzerà i prospetti ed i Ripieni originali serassiani esaltati da una più omogenea pressione d'aria sulle file acute e da un abbondante ventilazione sui Principali di 16'di 8'e di 4'. L'organo maggiore di 38 registri, due tastiere e pedaliera e l'organo minore di 19 registri, una tastiera e pedaliera vengono collaudati ed innaugurati dall'organista bresciano Guglielmo Mattioli. Nel 1929 i Krengli (eredi alla ditta Mentasti) mandano in pensione la vecchia trasmissione ormai mal funzionante sostituendola con un'altra nuova che nel 1935 rimane nuovamente danneggiata da infiltrazioni d'acqua.
Tuttavia gli organi svolgono ugualmente il loro servizio sino al 1937 anno in cui la Basilica viene nuovamente chiusa trasformandosi in cantiere per il consolidamento della grande cupola antonelliana diventata nel frattempo pericolante. Durante i lavori i muratori aprono uno dei tanti cunicoli conducenti ai ponti di servizio facendo scempio direttamente nell'interno dell'organo maggiore e nè gli effetti devastatori di tali operazioni, nè lo scoppio della seconda Guerra mondiale risparmiano l'organo Serassi-Mentasti dalla sua graduale distruzione ma i Krengli, non appena informati della sua agonia, rimuovono ciò che resta delle poche canne, depositandole negli scomparti superiori della Basilica ma lasciandole alla mercè degli agenti atmosferici. Finita la Guerra, viene montato sotto gli arconi un fitto e massiccio traliccio in legno duro venendo, poco tempo dopo, sostituito da un gigantesco e pesante (4 quintali e mezzo) anello in cemento armato abbracciante tutti e quattro gli arconi della cupola impedendo così ai pilastri di sedersi. Scongiurato questo pericolo, la Basilica viene riaperta ed attraverso continue insistenze e richieste da parte dei Gaudenziani, viene approvata la costruzione di un nuovo organo.
La realizzazione del progetto per opera del citato Can. Pietro Sganzetta e dell'organista-concertista Ulisse Matthey, viene affidata alla famiglia artigiana Mascioni di Cuvio (VA). L'allora titolare Comm. Vincenzo, desideroso di utilizzare quel traliccio per la costruzione delle canne di legno, si dichiara disposto a realizzare il progetto confermandolo al n. 632 dell'anno 1948 consistente in un triplice organo moderno con trasmissione elettrica.
La costruzione si rivela estremamente difficoltosa sia per l'improvvisa morte del M. Matthey il quale si presumeva ormai come futuro collaudatore, sia per i continui screzii tra la Basilica ed il comune di Novara che inizialmente proibisce a Mascioni di utilizzare il legname ed in seguito boicotta l'edificazione dell'organo stesso. In difesa dello strumento, interviene prontamente il Can. Sganzetta e finalmente il nuovo organo viene assemblato in cornu evangelii e consegnato nel Febbraio del 1949 risultante un complesso sonoro di 3484 canne tra cui presenti, il prospetto serassiano, il Ripieno del Grand'organo, i Contrabassi del Pedale, i padiglioni della Bombarda e poco altro appartenente al precedente strumento Serassi-Mentasti.
La consolle è di tre tastiere di 61 note, pedaliera concavo radiale a 32 note, pistoncini, pistoni al Pedale, 6 combinazioni aggiustabili generali, due staffe per graudatore ed espressione (1), 56 registri reali con meccanismo dotato di 96 placchette a bilico e trasmissione elettropneumatica. Per il collaudo si propone il M. Fernando Germani ma per la Basilica l'importo è economicamente troppo caro. Mascioni di sua iniziativa paga parzialmente la spesa richiesta pur di avere l'insigne organista il quale collauda ed innaugura il nuovo organo nel 28 maggio del 1949.
Nel 1977 viene rinnovato il centralino elettrico favorendo il trasferimento della console, allora collocata in cantoria, su pedana mobile in presbiterio connettendola ai corpi sonori tramite un nuovo cavo di tipo telefonico. Nel 1998 è stato sostituito l'elettroventilatore.
Perfettamente conservato nella fonica e nella prontezza della trasmissione elettropneumatica, l'organo della Basilica di San Gaudenzio in Novara sprigiona la sua maestosa voce grazie alla manutenzione periodica affidata agli eredi Mascioni.
Siamo così consapevoli di avere tra gli organi del Piemonte, un monumentale strumento sempre valido nella scelta di un vasto repertorio organistico e tutti gli esecutori che hanno seduto e che attualmente siedono alla sua console scoprono di essere in un'isola felice perchè è vivo l'interesse per quest'opera organaria da parte degli attuali Gaudenziani; in particolare dei F.lli Luca e Paolo Piantanida i quali si ringraziano per avere fornito gli elementi onde formulare la presente trattazione.
Non dobbiamo però dimenticarci del citato organo minore di destra costruito dai Serassi e conservato nell'ultimo rifacimento di Alessandro Mentasti. Attualmente le sue condizioni non sono buone necessitando quindi di un accurato restauro e l'attuale obbiettivo della Basilica è di riportarlo in servizio al più presto.
Di seguito la scheda tecnica dell'organo Mascioni.

Positivo

Principale 8
Flauto 8
Viola 8
Ottava 4
Flauto 4
Decima Quinta 2
Ripieno 4 file
Sesquialtera 2-2/3
Cornetto combinato
Clarinetto 8
Grande Organo

Principale 16
Principale I 8
Principale II 8
Flauto traverso 8
Dulciana 8
Flauto a camino 8
Ottava 4
Flauto 4
Duodecima 2-2/3
Decima Quinta 2
Ripieno grave 3 file
Ripieno acuto 4 file
Voce umana 8
Tromba 8
Campane (3)
Recitativo

Bordone 16
Eufonio 8
Principale 8
Flauto 8
Quintadena 8
Viola da Gamba 8
Salicionale 8
Ottava 4
Flagioletto 4
Silvestre 2
Ripieno 3 file
Voce celeste 8
Concerto Viole 3 file
Tromba armonica 8
Oboe 8
Voce corale 8
Pedale

Acustico 32
Contrabbasso 16
Principale 16
Subbasso 16
Bordone 16
Basso 8
Bordone 8
Principale 8
Cello 8
Quinta 5-1/3
Ottava 4
Ripieno 6 file
Bombarda 16
Tromba 8
Tromba 4
Campane (3)

(1) O.p. e O.r. chiusi in un unica cassa espressiva.
(2) Quando si usano le subottave alla terza tastiera, questo registro diventa da 16' avendo a disposizione un prolungamento grave di 12 note (73 canne).
(3)12 campane tubolari contenute nella cassa espressiva dell'organo Positivo Recitativo e risuonanti sul Grand'Organo dal Sol2 al Fa#3 e sul Pedale dal Sol 1 al Fa#2.

Ed ora la scheda tecnica dell'organo Serassi-Mentasti di rimpetto al Mascioni:

Tastiera

Principale Bassi 16
Principale Soprani 16
Principale Bassi 8
Principale Soprani 8
Ottava Bassi 4
Ottava Soprani 4
Quintadecima 2
Flauto Soprani 8
Flauto Bassi e Soprani 4
Viola Bassi e Soprani 4
Tromba Bassi 8
Tromba Soprani 8
Corno Inglese Soprani 8
Pedaliera

Contrabbassi con Valvole
Bassi Armonici



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