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Juan Cabanilles

di Federico Borsari




 Juan Cabanilles Joan Bautista José Cabanilles è uno degli autori "classici" più conosciuti della musica iberica e per molti critici musicali di quel Paese esso può essere considerato come il "Bach Spagnolo" per via della sua notorietà e della sua produzione musicale.
A parte l'arditezza del paragone, che regge solamente se si inquadrano le figure dei due compositori nelle rispettive situazioni musicali, Cabanilles è stato indubbiamente una delle figure più importanti della musica spagnola "classica" e sicuramente rappresenta alla perfezione un'estetica musicale che, per vari motivi, nei secoli successivi non ha goduto della stessa considerazione rispetto a quella del Kantor di Lipsia. Ed è un vero peccato, poichè la musica spagnola del sei-settecento si rivela un vero e proprio tesoro di composizioni e di personalità che hanno costruito una scuola organistica che ancora oggi dimostra una compiutezza ed una personalità che sarebbero degne di ben migliore e larga considerazione.
Juan Cabanilles nasce il 6 settembre 1644 ad Algemesí, vicino a València e, come per molti altri giovani della sua epoca, viene avviato fin da bambino alla musica come corista nel coro della Cattedrale di València. Indirizzatosi verso una carriera ecclesiastica, dimostra subito una particolare attitudine come organista tanto che, cosa inusuale per quei tempi e quegli ambienti, all'età di soli vent'anni -e non ancora ordinato sacerdote- viene nominato secondo organista della Cattedrale per poi assumere il posto di primo organista l'anno seguente. Sarà ordinato sacerdote due anni dopo e da quel momento manterrà il posto di organista titolare fino alla morte, avvenuta nel 1712 dopo un periodo di lunga malattia.
Come si vede, le notizie biografiche sono abbastanza scarse, ma la sua fama di ottimo organista e compositore lo farà conoscere non solo in Spagna, ma anche in tutta Europa ed è noto che egli, durante la sua vita, effettuò diversi viaggi -soprattutto in Francia- dove suonò gli organi di diverse chiese e cattedrali. A parte questo, la sua vita personale, musicale e religiosa si svolse tutta a València, dove fu molto apprezzato sia personalmente che musicalmente.
Dopo la sua morte, come per tanti altri autori europei dell'epoca (e questo vale anche per il sommo Bach), la sua figura e la sua opera rimasero dimenticate per molto tempo. Sarà solamente nel 1927 che Higinio Anglés, sacerdote anch'egli e musicologo molto famoso, iniziò un'opera di pubblicazione delle opere, sia organistiche che corali, di Cabanilles, opera che portò al completamento di quattro volumi (l'ultimo fu edito nel 1956) che rappresentano solo una prima parte dell'ampia produzione; nei decenni seguenti, a cura di Josep Climent, altre edizioni sono state approntate e a tutt'oggi si può dire che tutte le sue composizioni sono pubblicate mentre i suoi manoscritti sono custoditi presso la Biblioteca Catalana. Sulla figura di Higinio Anglés, invece, è qui doveroso ricordare che egli, oltre che musicologo di enorme caratura, fu anche una personalità di grande spessore e che, oltre al resto, fu anche fondatore dell'Istituto Spagnolo di Musicologia e Preside del PIMS - Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma a partire dal 1947.
La produzione organistica di Cabanilles conta oltre duecento titoli (per la precisione, duecentocinque) e la maggior parte di essi sono "Tiento", che in lingua Spagnola può avere molti significati ma che musicalmente va a definire una forma compositiva che deriva dal Ricercare italiano ma che nella musica organistica spagnola prende piuttosto le caratteristiche di "Fantasia" e che, soprattutto in Cabanilles, va ad esplorare in profondità le caratteristiche timbriche e strutturali degli organi iberici di quell'epoca. In Cabanilles, così come negli altri autori dell'epoca, i vari "Tiento" spaziano dalla derivazione della tonalità (sempre espressa nei vari Modi Gregoriani) alla "ripartizione" dei temi tra le varie sezioni della tastiera, che negli organi di quel periodo era sempre divisa in bassi ("Mano Izquierda" (sinistra)) e Soprani ("Mano derecha" (destra)). Nella sua produzione troviamo quindi moltissimi tipi di Tiento, ognuno dei quali ben specificato nel titolo: Tiento partido de mano izquierda, Tiento partido de mano derecha, Tiento partido de dos tiples (due voci alla mano destra), Tiento partido de dos baixos (due voci alla mano sinistra), Tiento partido de dos tiples y dos baixos (quadruplo, con due voci all'acuto e due al basso) e così via. Ai Tientos si aggiungono una parte di brani di carattere più specifico come le Tocatas, le Pasacalles e le Gallardas (variazioni su ritmi di danze molto in voga a quel tempo), i Llenos (da suonarsi con il Ripieno dell'organo) e, ovviamente, le Batallas, nella maggioranza dei casi costruite in forma di Tiento, solitamente caratterizzate dall'utilizzo delle ancie orizzontali e che richiamano sia armonicamente che ritmicamente le musiche suonate dalle trombe militari durante le battaglie medioevali.
La produzione organistica di Cabanilles, imponente ed importante, presenta, rispetto a quella di molti suoi contemporanei, una tecnica compositiva che se da una parte mantiene sempre ben viva la caratteristica principale della musica iberica classica, cioè quella di una grande espressività, dall'altra presenta un procedimento di costruzione formale superiore e molto più "sofisticato" così come, da un altro punto di vista, rappresenta una vera e propria "scuola" organistica nel senso propedeutico del termine. I gradi di difficoltà compositiva dei vari Tientos (che, ricordiamo, sono composizioni polifoniche in contrappunto) vanno dalla facilità di una voce con accompagnamento fino alle quattro voci con pedale di basso tenuto (contras) assai impegnative sia sotto il punto di vista tecnico che interpretativo.
Cabanilles, durante la sua attività a València, utilizzò due organi, il primo era stato costruito nel 1631 da Fray Antònio Llorens mentre il secondo fu realizzato nel 1693 (in realtà si trattò solo di un ampliamento) dietro sue direttive. Non conosciamo le caratteristiche di questi due strumenti ma una cosa è certa: la produzione organistica di Cabanilles comprende sia brani che possono essere suonati su organi ad una sola tastiera sia brani che pretendono due ed anche tre tastiere. Da questa particolarità, così come dalle indicazioni dei titoli delle sue composizioni, possiamo agevolmente dedurre che il "suo" organo dovesse avere -appunto- tre tastiere e, anche, una pedaliera (che all'epoca negli organi spagnoli era piuttosto rara, di pochi tasti e destinata a tenere note lunghe con un solo tipo di registri, i Contras).
Ovviamente, Cabanilles non compose solo opere per organo ma, come d'uso, anche una moltitudine di opere corali, molto belle e di grande impatto, che ne confermano la statura di grande compositore e musicista. Se ancora una ventina d'anni orsono la sua figura era abbastanza marginale nel panorama europeo e mondiale, popolato sopratutto dai suoi coevi autori germanici, oggi la sua personalità musicale ed artistica ha ripreso pienamente il posto che merita nel panorama europeo della musica "barocca" e sicuramente, vista la consistenza e l'assoluta qualità delle sue opere, possiamo confermare che egli, nel suo ambito e nella sua terra, può tranquillamente -e giustamente- essere definito il "Bach Spagnolo".



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